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    LAST UPDATE:   15.08.2007
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  (Interview - N.179 - gen2004)

Concept
Vi raccontiamo la bella storia dei romani Concept, approdati di recente all'esordio discografico con l'ottimo "Reason And Truth", una delle sorprese più belle regalateci dall'underground metal italiano in questo 2003...



PARTITURE PROG, INSERTI SINFONICI E BORDATE POWERSPEED SONO ALLA BASE DEL VOSTRO VARIEGATO SONGWRITING. DA DOVE TRAETE ISPIRAZIONE E QUALI SONO I VOSTRI PUNTI DI RIFERIMENTO?
“Studiamo e ascoltiamo musica da molti anni, sicché i punti di riferimento sono molteplici; senza dubbio, relativamente ai cosiddetti “generi” musicali, intendiamo il progressive come genere d’appartenenza e il power-speed come modalità d’arrangiamento: lo stesso alternarsi di velocità, potenza, tonalità e modalità rappresenta una concezione progressiva del metal. Essenziale è che l’arrangiamento rispecchi il senso concettuale del singolo brano e l’insieme dei brani conferisca un senso complessivo all’album. I gruppi cui ci ispiriamo hanno differenti radici: gli Elegy e gli Angra, i Symphony X e gli Spock’s Beard; da non dimenticare tutto l’arco del progressive settantiano, che rappresenta uno dei punti d’arrivo del rock (Genesis, Yes, King Crimson, ELP), oppure il buono e inossidabile metal teutonico alla Helloween o alla Gamma Ray.”
Concept
DIETRO AL PROGETTO MUSICALE SI AVVERTE UN SUBSTRATO FILOSOFICO-ESISTENZIALE DI SPESSORE CULTURALE ED UMANO, VOLETE PARLARMENE?
“Il nostro intento principale consiste nell’operare una complessa fusione tra liriche e musica, di modo che nessuno dei due elementi rappresenti l’«ancilla» dell’altro. Nell’album tentiamo di rappresentare il percorso di un individuo che parte dalle proprie certezze del mondo vitale (concetto tipico della fenomenologia filosofica) e che scopre nella propria personalità aspetti e sensazioni sconosciute e insospettate: costui incontra le proprie molteplici personalità, eppure le nega, le disprezza, tenta di sfuggire loro. Solo al termine dell’album egli riconosce il proprio errore: aver rinnegato quegli aspetti equivale all’aver rinnegato sé stesso; ossia, egli comprende che la coscienza necessita di un percorso ricostruttivo ampio e aperto per conoscersi e migliorarsi. Il titolo “Reason and Truth” rappresenta il complesso co-protagonismo di due elementi fondamentali dell’esistenza umana come “ragione” e “verità”: la verità non è raggiungibile mediante un concetto di ragione quale mera capacità di calcolo e di connessioni logico-deduttive; occorre ripensare il concetto di ragione in senso allargato: una ragione quale capacità ricostruttiva e auto-copmprendente dell’essere umano che interpreta e dà senso al percorso dell’esistenza. Siamo indubbiamente debitori a grandi pensatori che hanno segnato tappe importanti del pensiero occidentale quali Immanuel Kant, Arthur Schopenhauer, Martin Heidegger e Ludwig Wittgenstein.”

IN TUTTO IL LAVORO SI AVVERTE UNA STRISCIANTE SOFFERENZA, SOPRATTUTTO PER IL PATHOS CON CUI GIANNI INTERPRETA I VOSTRI BELLISSIMI TESTI…
“Definiremmo tale interpretazione come un’adesione alla visione schopenhaueriana dell’esistenza, nell’esaltazione dei tre momenti “dolore”, “piacere”, “noia”. Secondo Schopenhauer, infatti, l’esistenza è “dolore”, in quanto “volere” significa “desiderare qualcosa che non si ha e che si vorrebbe avere”; sicché il desiderio consiste in “assenza”, “mancanza”, quindi, in dolore. L'uomo rappresenta l’essere più mancante e bisognoso, impossibilitato al raggiungimento di un appagamento definitivo. Dall’altra parte, invece, il piacere invece è soltanto una momentanea cessazione di dolore, cioè lo scarico da uno stato preesistente di tensione. Se ne deduce che il dolore è un elemento esistenziale primario, mentre il piacere è solo una sua funzione derivata; l’unica arma vincente del piacere è l’auto-annullamento nello scontro con il dolore, da cui nasce lo stato di “noia”, ossia assenza di desiderio. Secondo Schopenhauer la vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra il dolore e la noia, passando attraverso l'intervallo fugace ed illusorio del piacere e della gioia.
L’elemento pratico fondamentale che sostiene questo concetto teorico è rappresentato dalla condizioni fisiche di Gianni, la quale indubbiamente conferisce alle sue interpretazioni quella sofferenza e quel pathos che nessun altro cantante potrebbe provare e trasmettere.”

A TAL PROPOSITO, LA STUPENDA “DEATH OF REASON”, PUR NEI SUOI DINAMICISSIMI CHIAROSCURI, EMANA UNA LUCE DI MALINCONICA DRAMMATICITÀ…
““Death of Reason” rappresenta lo iato profondo che la trasvalutazione dei valori ha creato tra l’uomo e la ragione: la ragione, rappresentata metaforicamente da una donna, viene accusata di tradimento dall’uomo. La razionalità come mistificazione e illusione, come vana idea di perfettibilità che ha portato l’essere umano a rispettare alcuni vincoli che si sono rivelati inutili. I tre momenti musicali rappresentano l’alternarsi delle speranze che l’uomo aveva riposto nella morale della ragione, il sonno della ragione e il requiem nei confronti della razionalità (rappresentata dall’outro di pianoforte). Questo susseguirsi di momenti concettuali comporta un continuo alternarsi di momenti musicali che esprimono una drammaticità esistenziale di fondo: il sonno della ragione porta alla morte dell’umanità, ai mostruosi meccanismi di una cieca natura in cui “homo homini lupus”.”


ALTRA CANZONE CHE TROVO SEMPLICEMENTE GENIALE È “CONCEPTSYMPHONY”, A MIO GIUDIZIO LA SUMMA DEL VOSTRO CREDO MUSICALE…
““Conceptsymphony” rappresenta la sintesi dei concetti espressi nell’intero album: l’individuo protagonista dell’album scopre che quelle mostruose aberrazioni che ha incontrato cammin facendo sono, in realtà, proiezioni delle proprie personalità nascoste. Il suo tentativo di ribellarsi è inutile: rinunciando a ciò che egli giudica negativo dei personaggi incontrati, rinuncerebbe a elementi caratterizzanti della propria identità; “conceptsymphony” intende mostrare come la ragione non rappresenti solamente razionalità, bensì sia costituita da una serie di elementi di complessa ricostruzione come le esperienze di vita, l’interiorizzazione delle esperienze dolorose, il rapporto con gli altri, il modo in cui gli altri interpretato la nostra identità. La musica esprime proprio questo alternarsi: riffs aggressivi, tonalità incerte e oscure, momenti sinfonici, e una chiusura colma di tristezza. Il lungo intermezzo orchestrale, inoltre, rappresenta il “respiro” della coscienza che riconosce finalmente sé stessa.”

GRANDIOSO IL RIFFING CHE SOSTIENE “LIVING A LIE”, CON LINEE MELODICHE AL LIMITE DEL BAROCCO…
“Effettivamente il brano concede molto al cosiddetto “metal neoclassico”, poiché rappresenta il pomposo discorso dell’“uomo bugiardo”. Potremmo interpretare alcuni spazi di “Living a Lie” come un omaggio a quel genere del metal che si è servito della musica del 1600 e del 1700, soprattutto quello degli esordi (si pensi al primo Malmsteen, a Vinnie Moore o a Jason Becker), il quale ha trasmesso una grande eredità al metal dei nostri giorni.”

 

“REASON AND TRUTH” IN PENSIERI E PAROLE

# ELEGY OF TRUTH - “È un titolo volutamente paradossale: rappresenta l’invito di una voce sconosciuta e apparentemente trascendente a percorrere un cammino verso la verità, l’eternità e la luce.”
# THE (SOUL TIME) VERSION - “rappresenta il tentativo di fuggire da questa condizione, in cui il protagonista si sente braccato; ‘Soul Time’ è tra parentesi in quanto nell’ottava traccia verrà sostituità dal ‘con’, divenendo così ‘the (con) version’ per rappresentare un radicale mutamento nei ritmi dell’anima.”
# THE ANSWER II - “È il richiamo di ‘The Answer’, che troverete nel secondo album: rappresenta una risposta al silenzio della ragione; e la chiave interpretativa è data nella settima song, sul cui finale una voce afferma: ‘The sole answer to the Silence is to keep silent’.”
# LIVING A LIE - “Rappresenta musicalmente l’affermazione dostoevskijana secondo cui senza Dio tutto è permesso e intende affrontare la seguente problematica: se Dio non esiste tutto è concesso, oppure si possono comunque individuare principi e criteri di comportamento validi per tutti? “
# POWER AFTER POWER - “Rappresenta l’uomo hobbesiano desideroso di potere e pronto a ottenere tutto a discapito di tutti: il testo rappresenta lo sfrenato impeto per la guerra e la violenza e offre una prima risposta alla questione della song precedente: l’etica umana è l’etica della violenza. Chiaramente, tale risposta non rappresenta la risposta complessiva dell’album, ma solo una delle risposte che storicamente ha dato l’irrazionalismo etico e il nichilismo occidentale.”
# DEATH OF REASON - “Come ampiamente descritto, rappresenta la morte della ragione e la vittoria del nichilismo.”
# SPES III – PARADOXICAL - “Descrive il dialogo tra un esser trascendente ma ingannevole e il protagonista, che si conclude con la negazione della trascendenza da parte dell’uomo; il che conduce al Silenzio della coscienza dinanzi al quale, forse, non c’è più alcuna soluzione (di nuovo i temi del nichilismo e del post-modernismo).”
# ALONE (THE CONVERSION) - “Parla di un primo passo del protagonista verso la consapevolezza degli errori commessi nel corso del cammino. “
# CONCEPTSYMPHONY – (THE DIALOGUE) - “Narra del dialogo tra l’individuo e la personalità alternativa che aveva sempre negato: il protagonista si accorge che sta parlando con uno specchio e che il suo tentativo di negare sé stesso era disperatamente vano.”

BELLISSIMA LA GRAFICA… C'È QUALCHE ATTINENZA CON LE LIRICHE DELL’ALBUM?
“Naturalmente. La copertina rispecchia, nella nostra interpretazione, il titolo dell’album: il tempio rappresenta la ragione umana che contiene la verità umanamente intesa (nelle sembianze di Andromeda) mentre, al di fuori di esso, c’è la costellazione di Andromeda che rappresenta le sembianze di una verità trascendente la ragione umana. La luce che illumina la verità (Andromeda) passa attraverso le finestre del tempio e quindi viene dal di fuori della ragione umana, ma questo “dal di fuori” è sconosciuto, anche se, chiaramente, non può essere la costellazione, ossia la verità trascendente.
Inoltre, la statua del retro-copertina rappresenta la cristallizzazione della ragione quale “alter ego” della “verità”; indica la rivalità che intercorre tra esse. Nelle pagine del libretto, inoltre, richiami ai brani, il tutto in un quadro molto sfumato, ad indicare che il percorso della coscienza non è chiaro e luminoso come potrebbe sembrare.”


HO SAPUTO CHE AVETE AVUTO ESPERIENZE DELUDENTI CON ALCUNE LABELS PRIMA DI FIRMARE CON LA UNDERGROUND SYMPHONY…
“Considerando che l’immagine oggi rappresenta il primo dei requisiti essenziali della metal-band, è chiaro che molte case discografiche hanno preferito scartarci nonostante apprezzassero la nostra musica; ma queste sono meschinità nei cui confronti sarebbe ingiusto spendere ulteriori parole; vorremmo solo che gli individui fossero apprezzati per quello che riescono a trasmettere a tutti gli umani sensi nel loro complesso e non solo alla vista. In questo l’Underground Symphony ci è stata molto vicina: Maurizio ha innanzitutto dichiarato tutta la propria stima nei confronti di Gianni, il quale, lungi dal rifugiarsi nell’auto-compatimento, si mette in discussione profondendo le proprie qualità in ciò che più ama; inoltre, Maurizio è convinto e sostiene che il musicista deve essere giudicato esclusivamente sulla base delle proprie interpretazioni. “

COME PENSATE DI SUPPORTARE L’USCITA DEL CD, VISTA LA CRONICA DIFFICOLTÀ PER I GRUPPI EMERGENTI DI SUONARE DAL VIVO?
“In Italia ci sono alcuni gruppi indubbiamente validi (non citiamo nessuno per evitare di dimenticarne altri) che potrebbero rappresentare uno dei poli più importanti della musica metal mondiale; eppure, il mercato stagna mentre il metal diviene un genere per appassionati. Supportare un cd all’esordio forse oggi costituisce un investimento che rischia di causare più perdite che guadagni in notorietà; così abbiamo deciso di concentrarci sul prossimo album che rappresenterà un’importante evoluzione del sound dei Concept; l’album verrà registrato a metà del prossimo anno, dopo di che, nella speranza che i Concept avranno acquisito una maggiore visibilità, programmeremo date live.”

LASCIO A VOI LE CONSIDERAZIONI FINALI…
“La musica diviene di giorno in giorno un bene di consumo sempre più piegato a brutali esigenze di mercato. Eppure, essa rappresenta un’irrinunciabile modalità comunicativa che la società multiculturale, avviata a una globalizzazione non solo economica, bensì sociale e politica, deve utilizzare quale medium d’integrazione tra individui e culture differenti. Il musicista dovrebbe concentrarsi sulle proprie creazioni quali fruizione artistica della visione del mondo dell’artista e quale richiamo a una riflessione sulle condizioni dell’uomo moderno, spezzando così i vincoli commerciali e legandosi insolubilmente all’autenticità dell’espressione compositiva. In ogni caso, ci rendiamo umilmente conto di dover lavorare sodo per realizzare nella pratica quotidiana le parole qui espresse, le quali, prive di un’attuazione effettiva, equivarrebbero al platonico bronzo risonante.”

Ulisse Carminati

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