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(TOP ALBUM; n.392)
TOP ALBUM
CONCEPT
"Reason and Truth"
(U. Symphony/Audioglobe)
10 tks - 50 min.
9 Continuano
a nascere nuovi gruppi che vanno ad arricchire
l'ormai vasto panorama del metal progressive
italiano. L'Underground Symphony ha quindi
un'altra carta da giocare e lo fa nel migliore
dei modi, con i Concept, nuova band capitolina
che esordisce nel migliore dei modi, con un
lavoro che ha l'abilità di fondere
alla perfezione speed, progressive e symphonic
metal. I Concept nascono a Roma nel 2000 ad
opera di Mariano Croce, Andrea Mastroianni,
Gianni Carcione e David Folchitto, dopo un'esperienza
con gli ATT, e la loro biografia cita una
frase particolare, anzi una domanda, "che
rapporto c'è tra musica e coscienza,
musica e autocomprensione e tra musica e autopercezione?"
a cui la band vuole dare una risposta con
"Reason and Truth", lavoro che vede
la luce dopo due anni dalla sua realizzazione.
Il sound dei Concept è vicino a gruppi
nostrani come Labyrynth e Skyark e se vogliamo
andare oltre confine, potrei citare Symphony
X e Stratovarius, quindi piatto ricco per
chi ama sonorità metal progressive
e neocassiche. Il cd parte subito ad alta
velocità con "Elegy of Truth",
speed metal song molto melodica che mi ha
ricordato alcune cose dei primi Ivanohe anche
in alcune melodie vocali ad opera dell'ottima
voce di Gianni Carcione. Si continua con ritmiche
sostenute e speed con "The (Soul Time)
Version", brano che si avvicina al neoclassico
nelle parti chitarristiche con un refrain
che ci riporta però agli Helloween
dell'epoca d'oro. Un breve interludio melodico
e progressivo "The Answer II", introduce
"Living a Lie", brano più
cadenzato e molto più progressivo grazie
anche ad un ottimo uso delle tastiere, mai
invadenti, ma capaci di creare atmosfere progressive
degne di nota, specialmente nei momenti pianistici.
Dopo questo momento più riflessivo
si torna allo speed metal con "Power
after Power", brano molto veloce e diretto,
ma poi arriviamo a quello che possiamo definire
il capolavoro del cd, "Death of Reason",
mini suite divisa in quattro tracce. Splendido
l'inizio molto sinfonico, con tastiere e chitarra
acustica ed affascinanti melodie vocali. Il
brano poi si sviluppa in una lenta ballad
sinfonica e progressive con un raffinato lavoro
pianistico e con una grande prova vocale da
parte di Carcione ed altri ingredienti vanno
ad arricchire forse l'episodio migliore del
cd, con assoli di chitarra acustica ed elettrica,
pieni di feeling ed ancora orchestrazioni
e momenti pianistici che danno un tocco ancor
più sinfonico al brano che si conclude
poi con malinconiche note dettate dai testi
d'avorio di un pianoforte. Si ritorna al metal
progressive più aggressivo e speed
con "Spes III - Paradoxical" e con
"Alone (The Conversion)", altre
due ottime songs. Ottimo anche il finale con
"Conceptsymphony (The Dialogue)",
nove minuti e mezzo di metal progressive,
con una parte centrale che potrebbe essere
la colonna sonora di un film e con un finale
più speed e con momenti pianistici
barocchi. C'è ancora un brano, "Sweet
Dreams", cover dei canadesi Sword, che
mette la parola fine ad un ottimo lavoro registrato
agli Zenith Recording Studios di Lucca, sotto
la supervisione di Frank Andiver. (fl) |
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