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    LAST UPDATE:   15.08.2007
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  (TOP ALBUM; n.392)

TOP ALBUM

CONCEPT
"Reason and Truth"
(U. Symphony/Audioglobe)
10 tks - 50 min.
9


Continuano a nascere nuovi gruppi che vanno ad arricchire l'ormai vasto panorama del metal progressive italiano. L'Underground Symphony ha quindi un'altra carta da giocare e lo fa nel migliore dei modi, con i Concept, nuova band capitolina che esordisce nel migliore dei modi, con un lavoro che ha l'abilità di fondere alla perfezione speed, progressive e symphonic metal. I Concept nascono a Roma nel 2000 ad opera di Mariano Croce, Andrea Mastroianni, Gianni Carcione e David Folchitto, dopo un'esperienza con gli ATT, e la loro biografia cita una frase particolare, anzi una domanda, "che rapporto c'è tra musica e coscienza, musica e autocomprensione e tra musica e autopercezione?" a cui la band vuole dare una risposta con "Reason and Truth", lavoro che vede la luce dopo due anni dalla sua realizzazione. Il sound dei Concept è vicino a gruppi nostrani come Labyrynth e Skyark e se vogliamo andare oltre confine, potrei citare Symphony X e Stratovarius, quindi piatto ricco per chi ama sonorità metal progressive e neocassiche. Il cd parte subito ad alta velocità con "Elegy of Truth", speed metal song molto melodica che mi ha ricordato alcune cose dei primi Ivanohe anche in alcune melodie vocali ad opera dell'ottima voce di Gianni Carcione. Si continua con ritmiche sostenute e speed con "The (Soul Time) Version", brano che si avvicina al neoclassico nelle parti chitarristiche con un refrain che ci riporta però agli Helloween dell'epoca d'oro. Un breve interludio melodico e progressivo "The Answer II", introduce "Living a Lie", brano più cadenzato e molto più progressivo grazie anche ad un ottimo uso delle tastiere, mai invadenti, ma capaci di creare atmosfere progressive degne di nota, specialmente nei momenti pianistici. Dopo questo momento più riflessivo si torna allo speed metal con "Power after Power", brano molto veloce e diretto, ma poi arriviamo a quello che possiamo definire il capolavoro del cd, "Death of Reason", mini suite divisa in quattro tracce. Splendido l'inizio molto sinfonico, con tastiere e chitarra acustica ed affascinanti melodie vocali. Il brano poi si sviluppa in una lenta ballad sinfonica e progressive con un raffinato lavoro pianistico e con una grande prova vocale da parte di Carcione ed altri ingredienti vanno ad arricchire forse l'episodio migliore del cd, con assoli di chitarra acustica ed elettrica, pieni di feeling ed ancora orchestrazioni e momenti pianistici che danno un tocco ancor più sinfonico al brano che si conclude poi con malinconiche note dettate dai testi d'avorio di un pianoforte. Si ritorna al metal progressive più aggressivo e speed con "Spes III - Paradoxical" e con "Alone (The Conversion)", altre due ottime songs. Ottimo anche il finale con "Conceptsymphony (The Dialogue)", nove minuti e mezzo di metal progressive, con una parte centrale che potrebbe essere la colonna sonora di un film e con un finale più speed e con momenti pianistici barocchi. C'è ancora un brano, "Sweet Dreams", cover dei canadesi Sword, che mette la parola fine ad un ottimo lavoro registrato agli Zenith Recording Studios di Lucca, sotto la supervisione di Frank Andiver. (fl)
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