(Interview - N.179 - gen2004)

Vi raccontiamo la bella storia dei romani
Concept, approdati di recente all'esordio
discografico con l'ottimo "Reason And
Truth", una delle sorprese più
belle regalateci dall'underground metal
italiano in questo 2003...
PARTITURE PROG, INSERTI SINFONICI
E BORDATE POWERSPEED SONO ALLA BASE DEL
VOSTRO VARIEGATO SONGWRITING. DA DOVE TRAETE
ISPIRAZIONE E QUALI SONO I VOSTRI PUNTI
DI RIFERIMENTO?
“Studiamo e ascoltiamo musica da molti
anni, sicché i punti di riferimento
sono molteplici; senza dubbio, relativamente
ai cosiddetti “generi” musicali,
intendiamo il progressive come genere d’appartenenza
e il power-speed come modalità d’arrangiamento:
lo stesso alternarsi di velocità,
potenza, tonalità e modalità
rappresenta una concezione progressiva del
metal. Essenziale è che l’arrangiamento
rispecchi il senso concettuale del singolo
brano e l’insieme dei brani conferisca
un senso complessivo all’album. I
gruppi cui ci ispiriamo hanno differenti
radici: gli Elegy e gli Angra, i Symphony
X e gli Spock’s Beard; da non dimenticare
tutto l’arco del progressive settantiano,
che rappresenta uno dei punti d’arrivo
del rock (Genesis, Yes, King Crimson, ELP),
oppure il buono e inossidabile metal teutonico
alla Helloween o alla Gamma Ray.”

DIETRO AL PROGETTO MUSICALE SI AVVERTE
UN SUBSTRATO FILOSOFICO-ESISTENZIALE DI
SPESSORE CULTURALE ED UMANO, VOLETE PARLARMENE?
“Il nostro intento principale consiste
nell’operare una complessa fusione
tra liriche e musica, di modo che nessuno
dei due elementi rappresenti l’«ancilla»
dell’altro. Nell’album tentiamo
di rappresentare il percorso di un individuo
che parte dalle proprie certezze del mondo
vitale (concetto tipico della fenomenologia
filosofica) e che scopre nella propria personalità
aspetti e sensazioni sconosciute e insospettate:
costui incontra le proprie molteplici personalità,
eppure le nega, le disprezza, tenta di sfuggire
loro. Solo al termine dell’album egli
riconosce il proprio errore: aver rinnegato
quegli aspetti equivale all’aver rinnegato
sé stesso; ossia, egli comprende
che la coscienza necessita di un percorso
ricostruttivo ampio e aperto per conoscersi
e migliorarsi. Il titolo “Reason and
Truth” rappresenta il complesso co-protagonismo
di due elementi fondamentali dell’esistenza
umana come “ragione” e “verità”:
la verità non è raggiungibile
mediante un concetto di ragione quale mera
capacità di calcolo e di connessioni
logico-deduttive; occorre ripensare il concetto
di ragione in senso allargato: una ragione
quale capacità ricostruttiva e auto-copmprendente
dell’essere umano che interpreta e
dà senso al percorso dell’esistenza.
Siamo indubbiamente debitori a grandi pensatori
che hanno segnato tappe importanti del pensiero
occidentale quali Immanuel Kant, Arthur
Schopenhauer, Martin Heidegger e Ludwig
Wittgenstein.”
IN TUTTO IL LAVORO SI AVVERTE UNA
STRISCIANTE SOFFERENZA, SOPRATTUTTO PER
IL PATHOS CON CUI GIANNI INTERPRETA I VOSTRI
BELLISSIMI TESTI…
“Definiremmo tale interpretazione
come un’adesione alla visione schopenhaueriana
dell’esistenza, nell’esaltazione
dei tre momenti “dolore”, “piacere”,
“noia”. Secondo Schopenhauer,
infatti, l’esistenza è “dolore”,
in quanto “volere” significa
“desiderare qualcosa che non si ha
e che si vorrebbe avere”; sicché
il desiderio consiste in “assenza”,
“mancanza”, quindi, in dolore.
L'uomo rappresenta l’essere più
mancante e bisognoso, impossibilitato al
raggiungimento di un appagamento definitivo.
Dall’altra parte, invece, il piacere
invece è soltanto una momentanea
cessazione di dolore, cioè lo scarico
da uno stato preesistente di tensione. Se
ne deduce che il dolore è un elemento
esistenziale primario, mentre il piacere
è solo una sua funzione derivata;
l’unica arma vincente del piacere
è l’auto-annullamento nello
scontro con il dolore, da cui nasce lo stato
di “noia”, ossia assenza di
desiderio. Secondo Schopenhauer la vita
umana è come un pendolo che oscilla
incessantemente fra il dolore e la noia,
passando attraverso l'intervallo fugace
ed illusorio del piacere e della gioia.
L’elemento pratico fondamentale che
sostiene questo concetto teorico è
rappresentato dalla condizioni fisiche di
Gianni, la quale indubbiamente conferisce
alle sue interpretazioni quella sofferenza
e quel pathos che nessun altro cantante
potrebbe provare e trasmettere.”
A TAL PROPOSITO, LA STUPENDA “DEATH
OF REASON”, PUR NEI SUOI DINAMICISSIMI
CHIAROSCURI, EMANA UNA LUCE DI MALINCONICA
DRAMMATICITÀ…
““Death of Reason” rappresenta
lo iato profondo che la trasvalutazione
dei valori ha creato tra l’uomo e
la ragione: la ragione, rappresentata metaforicamente
da una donna, viene accusata di tradimento
dall’uomo. La razionalità come
mistificazione e illusione, come vana idea
di perfettibilità che ha portato
l’essere umano a rispettare alcuni
vincoli che si sono rivelati inutili. I
tre momenti musicali rappresentano l’alternarsi
delle speranze che l’uomo aveva riposto
nella morale della ragione, il sonno della
ragione e il requiem nei confronti della
razionalità (rappresentata dall’outro
di pianoforte). Questo susseguirsi di momenti
concettuali comporta un continuo alternarsi
di momenti musicali che esprimono una drammaticità
esistenziale di fondo: il sonno della ragione
porta alla morte dell’umanità,
ai mostruosi meccanismi di una cieca natura
in cui “homo homini lupus”.”
ALTRA CANZONE CHE TROVO SEMPLICEMENTE
GENIALE È “CONCEPTSYMPHONY”,
A MIO GIUDIZIO LA SUMMA DEL VOSTRO CREDO
MUSICALE…
““Conceptsymphony” rappresenta
la sintesi dei concetti espressi nell’intero
album: l’individuo protagonista dell’album
scopre che quelle mostruose aberrazioni
che ha incontrato cammin facendo sono, in
realtà, proiezioni delle proprie
personalità nascoste. Il suo tentativo
di ribellarsi è inutile: rinunciando
a ciò che egli giudica negativo dei
personaggi incontrati, rinuncerebbe a elementi
caratterizzanti della propria identità;
“conceptsymphony” intende mostrare
come la ragione non rappresenti solamente
razionalità, bensì sia costituita
da una serie di elementi di complessa ricostruzione
come le esperienze di vita, l’interiorizzazione
delle esperienze dolorose, il rapporto con
gli altri, il modo in cui gli altri interpretato
la nostra identità. La musica esprime
proprio questo alternarsi: riffs aggressivi,
tonalità incerte e oscure, momenti
sinfonici, e una chiusura colma di tristezza.
Il lungo intermezzo orchestrale, inoltre,
rappresenta il “respiro” della
coscienza che riconosce finalmente sé
stessa.”
GRANDIOSO IL RIFFING CHE SOSTIENE
“LIVING A LIE”, CON LINEE MELODICHE
AL LIMITE DEL BAROCCO…
“Effettivamente il brano concede molto
al cosiddetto “metal neoclassico”,
poiché rappresenta il pomposo discorso
dell’“uomo bugiardo”.
Potremmo interpretare alcuni spazi di “Living
a Lie” come un omaggio a quel genere
del metal che si è servito della
musica del 1600 e del 1700, soprattutto
quello degli esordi (si pensi al primo Malmsteen,
a Vinnie Moore o a Jason Becker), il quale
ha trasmesso una grande eredità al
metal dei nostri giorni.”
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“REASON
AND TRUTH” IN PENSIERI
E PAROLE
# ELEGY OF TRUTH -
“È un titolo volutamente
paradossale: rappresenta l’invito
di una voce sconosciuta e apparentemente
trascendente a percorrere un
cammino verso la verità,
l’eternità e la
luce.”
# THE (SOUL TIME) VERSION
- “rappresenta
il tentativo di fuggire da questa
condizione, in cui il protagonista
si sente braccato; ‘Soul
Time’ è tra parentesi
in quanto nell’ottava
traccia verrà sostituità
dal ‘con’, divenendo
così ‘the (con)
version’ per rappresentare
un radicale mutamento nei ritmi
dell’anima.”
# THE ANSWER II -
“È il richiamo
di ‘The Answer’,
che troverete nel secondo album:
rappresenta una risposta al
silenzio della ragione; e la
chiave interpretativa è
data nella settima song, sul
cui finale una voce afferma:
‘The sole answer to the
Silence is to keep silent’.”
# LIVING A LIE -
“Rappresenta musicalmente
l’affermazione dostoevskijana
secondo cui senza Dio tutto
è permesso e intende
affrontare la seguente problematica:
se Dio non esiste tutto è
concesso, oppure si possono
comunque individuare principi
e criteri di comportamento validi
per tutti? “
# POWER AFTER POWER
- “Rappresenta
l’uomo hobbesiano desideroso
di potere e pronto a ottenere
tutto a discapito di tutti:
il testo rappresenta lo sfrenato
impeto per la guerra e la violenza
e offre una prima risposta alla
questione della song precedente:
l’etica umana è
l’etica della violenza.
Chiaramente, tale risposta non
rappresenta la risposta complessiva
dell’album, ma solo una
delle risposte che storicamente
ha dato l’irrazionalismo
etico e il nichilismo occidentale.”
# DEATH OF REASON -
“Come ampiamente descritto,
rappresenta la morte della ragione
e la vittoria del nichilismo.”
# SPES III – PARADOXICAL
- “Descrive il
dialogo tra un esser trascendente
ma ingannevole e il protagonista,
che si conclude con la negazione
della trascendenza da parte
dell’uomo; il che conduce
al Silenzio della coscienza
dinanzi al quale, forse, non
c’è più
alcuna soluzione (di nuovo i
temi del nichilismo e del post-modernismo).”
# ALONE (THE CONVERSION)
- “Parla di un
primo passo del protagonista
verso la consapevolezza degli
errori commessi nel corso del
cammino. “
# CONCEPTSYMPHONY –
(THE DIALOGUE) - “Narra
del dialogo tra l’individuo
e la personalità alternativa
che aveva sempre negato: il
protagonista si accorge che
sta parlando con uno specchio
e che il suo tentativo di negare
sé stesso era disperatamente
vano.” |
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BELLISSIMA LA GRAFICA… C'È
QUALCHE ATTINENZA CON LE LIRICHE DELL’ALBUM?
“Naturalmente. La copertina rispecchia,
nella nostra interpretazione, il titolo
dell’album: il tempio rappresenta
la ragione umana che contiene la verità
umanamente intesa (nelle sembianze di Andromeda)
mentre, al di fuori di esso, c’è
la costellazione di Andromeda che rappresenta
le sembianze di una verità trascendente
la ragione umana. La luce che illumina la
verità (Andromeda) passa attraverso
le finestre del tempio e quindi viene dal
di fuori della ragione umana, ma questo
“dal di fuori” è sconosciuto,
anche se, chiaramente, non può essere
la costellazione, ossia la verità
trascendente.
Inoltre, la statua del retro-copertina rappresenta
la cristallizzazione della ragione quale
“alter ego” della “verità”;
indica la rivalità che intercorre
tra esse. Nelle pagine del libretto, inoltre,
richiami ai brani, il tutto in un quadro
molto sfumato, ad indicare che il percorso
della coscienza non è chiaro e luminoso
come potrebbe sembrare.”
HO SAPUTO CHE AVETE AVUTO ESPERIENZE
DELUDENTI CON ALCUNE LABELS PRIMA DI FIRMARE
CON LA UNDERGROUND SYMPHONY…
“Considerando che l’immagine
oggi rappresenta il primo dei requisiti
essenziali della metal-band, è chiaro
che molte case discografiche hanno preferito
scartarci nonostante apprezzassero la nostra
musica; ma queste sono meschinità
nei cui confronti sarebbe ingiusto spendere
ulteriori parole; vorremmo solo che gli
individui fossero apprezzati per quello
che riescono a trasmettere a tutti gli umani
sensi nel loro complesso e non solo alla
vista. In questo l’Underground Symphony
ci è stata molto vicina: Maurizio
ha innanzitutto dichiarato tutta la propria
stima nei confronti di Gianni, il quale,
lungi dal rifugiarsi nell’auto-compatimento,
si mette in discussione profondendo le proprie
qualità in ciò che più
ama; inoltre, Maurizio è convinto
e sostiene che il musicista deve essere
giudicato esclusivamente sulla base delle
proprie interpretazioni. “
COME PENSATE DI SUPPORTARE L’USCITA
DEL CD, VISTA LA CRONICA DIFFICOLTÀ
PER I GRUPPI EMERGENTI DI SUONARE DAL VIVO?
“In Italia ci sono alcuni gruppi indubbiamente
validi (non citiamo nessuno per evitare
di dimenticarne altri) che potrebbero rappresentare
uno dei poli più importanti della
musica metal mondiale; eppure, il mercato
stagna mentre il metal diviene un genere
per appassionati. Supportare un cd all’esordio
forse oggi costituisce un investimento che
rischia di causare più perdite che
guadagni in notorietà; così
abbiamo deciso di concentrarci sul prossimo
album che rappresenterà un’importante
evoluzione del sound dei Concept; l’album
verrà registrato a metà del
prossimo anno, dopo di che, nella speranza
che i Concept avranno acquisito una maggiore
visibilità, programmeremo date live.”
LASCIO A VOI LE CONSIDERAZIONI FINALI…
“La musica diviene di giorno in giorno
un bene di consumo sempre più piegato
a brutali esigenze di mercato. Eppure, essa
rappresenta un’irrinunciabile modalità
comunicativa che la società multiculturale,
avviata a una globalizzazione non solo economica,
bensì sociale e politica, deve utilizzare
quale medium d’integrazione tra individui
e culture differenti. Il musicista dovrebbe
concentrarsi sulle proprie creazioni quali
fruizione artistica della visione del mondo
dell’artista e quale richiamo a una
riflessione sulle condizioni dell’uomo
moderno, spezzando così i vincoli
commerciali e legandosi insolubilmente all’autenticità
dell’espressione compositiva. In ogni
caso, ci rendiamo umilmente conto di dover
lavorare sodo per realizzare nella pratica
quotidiana le parole qui espresse, le quali,
prive di un’attuazione effettiva,
equivarrebbero al platonico bronzo risonante.”
Ulisse Carminati
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