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(interview)
CONCEPT
LA SEMPLICITÀ DELL'ARTE...
AUTORI DI UN PICCOLO CAPOLAVORO DI
PROGRESSIVE - POWER, I NOSTRANI CONCEPT CI
HANNO SVELATO I RETROSCENA DI "REASON
AND TRUTH"! Intervista
raccolta da A.L. "Prog & Grop"
Mancusi
I Concept, meglio noti ai più "anziani"
come A.T.T., sono una delle realtà
più originali e prolifiche del nostro
panorama nazionale. Questi ragazzi sono riusciti
nel difficile intento di costruire una miscela
personale capace di dire qualcosa di nuovo
in campo prog - power, distaccandosi così
dai soliti clichès che fanno riferimento
ai vari Dream Theater & co.. saranno forse
loro la nuova promessa del metal italiano?
La risposta la potrete dare solo voi…

SALVE RAGAZZI, INNANZITUTTO
VOLETE RACCONTARCI LA VOSTRA STORIA?
“La particolarità che ci colpisce
in alcune lingue è che il medesimo
termine designa due concetti connessi in uno
strano senso: come “suonare” e
“giocare” condividono in inglese
il termine “play” e in francese
il termine “jouer”: quel momento
assai sfumato in cui il gioco di quattro giovani
liceali diviene una tensione autentica verso
la musica non è semplice da ricostruire,
ma ci proviamo. Quindi, sei anni or sono,
dopo altrettanti anni passati a godere dei
meravigliosi frutti che un metal rigoglioso
e in continua espansione offriva, formammo
gli About Traverse Tracks (Mariano Croce,
Gianni Carcione, Leonardo Porcheddu e David
Folchitto) e decidemmo di incidere un demo-cd
dalle chiare tendenze power-progressive -
demo che le case discografiche trovarono eccessivamente
fuori dagli schemi. Tuttavia, un’etichetta
prestigiosa come l’Underground Symphony
non ci fece perdere d’animo: Maurizio
Chiarello, patron dell’etichetta, ci
promise che, se fossimo maturati nel nostro
song-writing, sarebbe stato pronto a credere
in noi. Intanto il gruppo cambiò sia
nei componenti sia nel nome: A.T.T. divenne
Concept, Leonardo lasciò la band, mentre
in essa fece ingresso Andrea Mastroianni,
un tastierista la cui sintonia (musicale e
non) con gli altri componenti apparve subito
entusiasmante. Registrammo un secondo demo-cd
e lo inviammo a Maurizio (anche attraverso
i buoni uffici di Mauro della Northwind, che
non ci ha fatto mai mancare il suo prezioso
aiuto)…” COME SIETE
ARRIVATI AL CONTRATTO CON L'UNDERGROUND SYMPHONY
E COME VI TROVATE CON QUEST'ULTIMA?
“Maurizio mantenne la promessa e prese
i Concept tra le sue band. Registrammo l’album
“Reason and Truth” nel 2001 e
dopo vicissitudini di ogni genere dovute a
intricati problemi di missaggio, il cd è
uscito di recente. L’Underground Symphony
non ci ha mai lasciati soli: Maurizio ha seguito
ogni dinamica della produzione artistica,
ha speso moltissimo (anche più di quanto
era nei patti) affinché il lavoro avesse
una buona riuscita, è stato il nostro
continuo punto di riferimento. Non crediamo
sia possibile trovare difficoltà con
L’Underground Symphony: è un’etichetta
che dà fiducia perché quando
promette mantiene sempre, in Maurizio puoi
trovare un amico oltre che un “capo”
e ha gestito le difficoltà che le flessioni
del mercato hanno imposto in modo encomiabile
(nonostante la situazione di un metal tutt’altro
che in espansione, l’Underground Symphony
continua a sfornare ottimi prodotti).”
A COSA FANNO RIFERIMENTO I TESTI DELLE
VOSTR CANZONI E COSA VOLETE ESPRIMERE CON
IL TITOLO "Reason And Truth"?
“”Reason and Truth” descrive
un viaggio individuale attraverso la coscienza
ed esplora gli oscuri abissi dell’identità
personale. Sostanzialmente, la ricerca di
sé stessi, se concepita quale ricerca
individuale in-sé-stessi è destinata
a condurre al fallimento di una coscienza
divisa e auto-contraddittoria: questo individuo,
il protagonista della storia, incontra parti
di sé, ma non le riconosce, le trova
ostili, le ripudia; solo al termine della
fuga-da-sé, si accorge di aver commesso
un errore: la via giusta per trovare la propria
identità è riconoscere le proprie
contraddizioni e guardare agli altri fuori
da sé. Ragione e verità costituiscono
due poli della vita umana i cui percorsi spesso
si incrociano, ma che per lunghi tratti possono
anche divergere. In sostanza una sintesi del
contenuto dell’album è la seguente:
non tutta la verità è raggiungibile
percorrendo il cammino della ragione, specie
se con essa si intende la capacità
logico deduttiva dell’essere umano.
La ragione ricopre un orizzonte più
ampio, ma qui il discorso rischia di travalicare
le giuste misure… per tornare all’album,
il tema di “Reason and Truth”è
strettamente connesso alla storia che anima
il nostro secondo album. In ogni caso, dobbiamo
gran parte della nostra ispirazione ai grandi
autori che hanno determinato una frattura
con il pensiero individualista che ha dominato
un occidente radicalmente “illuminista”,
come Heidegger e il secondo Wittgenstein.”
CHI HA CURATO L'ARTWORK DEL DISCO?
“La copertina è stata scelta
tra i disegni dell’artista americano
Jeffrey Bedrick, mentre il resto del lavoro
è stato svolto dalla Kobrah Design
di Londra, con cui noi della band non abbiamo
mai avuto contatti. Possiamo solo esprimere
la nostra soddisfazione per l’ottimo
lavoro, che rispecchia le nostre intenzioni,
oltre che il nostro gusto. La copertina assume
un significato particolare alla luce del contenuto
dei testi, in quanto rappresenta il legame
che c’è tra verità trascendente
il mondo naturale (rappresentata dalla costellazione
“Andromeda”) e la verità
nel mondo della natura e degli stati di cose
(rappresentata da Andromeda)… una verità
pur sempre svincolata dall’architettonica
delle nostre concezioni mondane, rappresentate
dal tempio. Il lavoro interno al libretto
è accurato e particolareggiato: ogni
pagina assume le caratteristiche del membro
della band che la occupa, in uno stile mai
troppo barocco né mai troppo asciutto.
Inoltre, troviamo molto accattivante il digipack
stampato in tiratura limitata: un lavoro di
grande qualità, originale e in un formato
assai particolare.” ESORDIRE
IN QUESTO MOMENTO STORICO CON UN ALBUM DI
POWER/PROG NON VI SEMBRA UN RISCHIO?
“Senza dubbio!, ma questa è la
musica che viene dal nostro “io”
autentico; non abbiamo scelto di fare power-prog,
bensì esso nasce spontaneamente quando
ci mettiamo dinanzi al pentagramma. Probabilmente
nessun gruppo del genere cui apparteniamo
potrà più sperare di ridestare
un nuovo fenomeno “Labyrinth”,
eppure si dovrebbe non cadere nella tentazione
di forzare la propria vena creativa per sfornare
un prodotto più spendibile. In questo,
di nuovo, Maurizio non ha mai esercitato pressioni:
ha lasciato che suonassimo la musica che più
sentivamo nostra.” AVETE
GIA' DEL MATERIALE PRONTO PER IL PROSSIMO
ALBUM? SE SI,
CAMBIERETE QUALCOSA NEL VOSTRO SOUND?
“La registrazione non è così
lontana, di conseguenza il materiale è
già quasi definitivo. Come nella natura
delle cose che evolvono e sperimentano nuovi
contesti vitali, il sound risentirà
delle esperienze vissute e dei mutamenti subiti
dalle concezioni dai diversi componenti della
band: trattandosi di un concept (al di là
di facili paradossi verbali per cui “i
Concept fanno i concept”), il secondo
album avrà in sé richiami di
brani tra di loro, richiami di alcune sonorità
del primo album (connesso tematicamente al
secondo), mutamenti improvvisi di armonie
e ritmi che spostano l’accento sul progressive.
Senza dubbio, la fusione tra sonorità
power e sonorità progressive rimarrà
simile a quella di “Reason and Truth”,
eppure altrettanto vero è che, più
il tempo passa, più il nostro song-writing
evolve sperimentato diverse sonorità:
il secondo album risulterà indubbiamente
più pesante e d’impatto, senza
mai tuttavia sottovalutare il ruolo della
melodia e dell’alternanza delle tonalità.
Va considerato, per giunta, che David ha dovuto
lasciare la band per motivi personali (tra
noi, tengo a sottolinearlo, è rimasta
una solida amicizia), sicché ora abbiamo
un nuovo batterista, Luca Urbinati: chiaramente
un componente nuovo ha riflesso anche sul
sound complessivo della band.” CHE
STATI D'ANIMO VI SUSCITA IL SAPERE CHE IL
VOSTRO DISCO SARA' NEGLI SCAFFALI DI TUTTI
I NEGOZI ACCANTO A STRATOVARIUS, SYMPHONY
X E DREAM THEATER? “È
il coronamento di un sogno che fino a poco
tempo fa ritenevamo mera illusione. Speriamo
di onorare questo privilegio con tanto lavoro
e una passione musicale che abbiamo tentato
e tenteremo di esprimere in ogni singolo secondo
dei nostri lavori.” QUAL'E'
L'ARMA VINCENTE DEI CONCEPT?
“Un modo particolare di concepire gli
arrangiamenti dei brani, anche i più
power. Nei nostri studi musicali il jazz ha
rappresentato una colonna portante: di esso
abbiamo fatta nostra l’idea che la triade
tradizionale vada accompagnata costantemente
da una settima, che offre una maggiore sensazione
di apertura e di tensione. In ogni caso, tentiamo
di arrangiare i brani in modo che i cambi
di tonalità siano soprattutto cambi
modali: passaggi dal minore naturale al dorico
o dal maggiore ionico al misolidio, di modo
che la stessa melodia, dia sensazioni diverse
in virtù di armonie leggermente mutate.
In ogni caso, ogni ascoltatore del nostro
album, quale interprete della nostra musica,
è libero di scegliere di volta in volta
una diversa arma vincente.” IN
CHIUSURA: SOGNO NEL CASSETTO?
“Contribuire alla crescita definitiva
di un metal italiano che assiste alla continua
ascesa di gruppi di grande maturità
sia tecnica che compositiva.” |
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