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    LAST UPDATE:   15.08.2007
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  (interview)

CONCEPT
LA SEMPLICITÀ DELL'ARTE...


AUTORI DI UN PICCOLO CAPOLAVORO DI PROGRESSIVE - POWER, I NOSTRANI CONCEPT CI HANNO SVELATO I RETROSCENA DI "REASON AND TRUTH"!

Intervista raccolta da A.L. "Prog & Grop" Mancusi

I Concept, meglio noti ai più "anziani" come A.T.T., sono una delle realtà più originali e prolifiche del nostro panorama nazionale. Questi ragazzi sono riusciti nel difficile intento di costruire una miscela personale capace di dire qualcosa di nuovo in campo prog - power, distaccandosi così dai soliti clichès che fanno riferimento ai vari Dream Theater & co.. saranno forse loro la nuova promessa del metal italiano? La risposta la potrete dare solo voi…



SALVE RAGAZZI, INNANZITUTTO VOLETE RACCONTARCI LA VOSTRA STORIA?
“La particolarità che ci colpisce in alcune lingue è che il medesimo termine designa due concetti connessi in uno strano senso: come “suonare” e “giocare” condividono in inglese il termine “play” e in francese il termine “jouer”: quel momento assai sfumato in cui il gioco di quattro giovani liceali diviene una tensione autentica verso la musica non è semplice da ricostruire, ma ci proviamo. Quindi, sei anni or sono, dopo altrettanti anni passati a godere dei meravigliosi frutti che un metal rigoglioso e in continua espansione offriva, formammo gli About Traverse Tracks (Mariano Croce, Gianni Carcione, Leonardo Porcheddu e David Folchitto) e decidemmo di incidere un demo-cd dalle chiare tendenze power-progressive - demo che le case discografiche trovarono eccessivamente fuori dagli schemi. Tuttavia, un’etichetta prestigiosa come l’Underground Symphony non ci fece perdere d’animo: Maurizio Chiarello, patron dell’etichetta, ci promise che, se fossimo maturati nel nostro song-writing, sarebbe stato pronto a credere in noi. Intanto il gruppo cambiò sia nei componenti sia nel nome: A.T.T. divenne Concept, Leonardo lasciò la band, mentre in essa fece ingresso Andrea Mastroianni, un tastierista la cui sintonia (musicale e non) con gli altri componenti apparve subito entusiasmante. Registrammo un secondo demo-cd e lo inviammo a Maurizio (anche attraverso i buoni uffici di Mauro della Northwind, che non ci ha fatto mai mancare il suo prezioso aiuto)…”
COME SIETE ARRIVATI AL CONTRATTO CON L'UNDERGROUND SYMPHONY E COME VI TROVATE CON QUEST'ULTIMA?
“Maurizio mantenne la promessa e prese i Concept tra le sue band. Registrammo l’album “Reason and Truth” nel 2001 e dopo vicissitudini di ogni genere dovute a intricati problemi di missaggio, il cd è uscito di recente. L’Underground Symphony non ci ha mai lasciati soli: Maurizio ha seguito ogni dinamica della produzione artistica, ha speso moltissimo (anche più di quanto era nei patti) affinché il lavoro avesse una buona riuscita, è stato il nostro continuo punto di riferimento. Non crediamo sia possibile trovare difficoltà con L’Underground Symphony: è un’etichetta che dà fiducia perché quando promette mantiene sempre, in Maurizio puoi trovare un amico oltre che un “capo” e ha gestito le difficoltà che le flessioni del mercato hanno imposto in modo encomiabile (nonostante la situazione di un metal tutt’altro che in espansione, l’Underground Symphony continua a sfornare ottimi prodotti).”
A COSA FANNO RIFERIMENTO I TESTI DELLE VOSTR CANZONI E COSA VOLETE ESPRIMERE CON IL TITOLO "Reason And Truth"?
“”Reason and Truth” descrive un viaggio individuale attraverso la coscienza ed esplora gli oscuri abissi dell’identità personale. Sostanzialmente, la ricerca di sé stessi, se concepita quale ricerca individuale in-sé-stessi è destinata a condurre al fallimento di una coscienza divisa e auto-contraddittoria: questo individuo, il protagonista della storia, incontra parti di sé, ma non le riconosce, le trova ostili, le ripudia; solo al termine della fuga-da-sé, si accorge di aver commesso un errore: la via giusta per trovare la propria identità è riconoscere le proprie contraddizioni e guardare agli altri fuori da sé. Ragione e verità costituiscono due poli della vita umana i cui percorsi spesso si incrociano, ma che per lunghi tratti possono anche divergere. In sostanza una sintesi del contenuto dell’album è la seguente: non tutta la verità è raggiungibile percorrendo il cammino della ragione, specie se con essa si intende la capacità logico deduttiva dell’essere umano. La ragione ricopre un orizzonte più ampio, ma qui il discorso rischia di travalicare le giuste misure… per tornare all’album, il tema di “Reason and Truth”è strettamente connesso alla storia che anima il nostro secondo album. In ogni caso, dobbiamo gran parte della nostra ispirazione ai grandi autori che hanno determinato una frattura con il pensiero individualista che ha dominato un occidente radicalmente “illuminista”, come Heidegger e il secondo Wittgenstein.”
CHI HA CURATO L'ARTWORK DEL DISCO?
“La copertina è stata scelta tra i disegni dell’artista americano Jeffrey Bedrick, mentre il resto del lavoro è stato svolto dalla Kobrah Design di Londra, con cui noi della band non abbiamo mai avuto contatti. Possiamo solo esprimere la nostra soddisfazione per l’ottimo lavoro, che rispecchia le nostre intenzioni, oltre che il nostro gusto. La copertina assume un significato particolare alla luce del contenuto dei testi, in quanto rappresenta il legame che c’è tra verità trascendente il mondo naturale (rappresentata dalla costellazione “Andromeda”) e la verità nel mondo della natura e degli stati di cose (rappresentata da Andromeda)… una verità pur sempre svincolata dall’architettonica delle nostre concezioni mondane, rappresentate dal tempio. Il lavoro interno al libretto è accurato e particolareggiato: ogni pagina assume le caratteristiche del membro della band che la occupa, in uno stile mai troppo barocco né mai troppo asciutto. Inoltre, troviamo molto accattivante il digipack stampato in tiratura limitata: un lavoro di grande qualità, originale e in un formato assai particolare.”
ESORDIRE IN QUESTO MOMENTO STORICO CON UN ALBUM DI POWER/PROG NON VI SEMBRA UN RISCHIO?
“Senza dubbio!, ma questa è la musica che viene dal nostro “io” autentico; non abbiamo scelto di fare power-prog, bensì esso nasce spontaneamente quando ci mettiamo dinanzi al pentagramma. Probabilmente nessun gruppo del genere cui apparteniamo potrà più sperare di ridestare un nuovo fenomeno “Labyrinth”, eppure si dovrebbe non cadere nella tentazione di forzare la propria vena creativa per sfornare un prodotto più spendibile. In questo, di nuovo, Maurizio non ha mai esercitato pressioni: ha lasciato che suonassimo la musica che più sentivamo nostra.”
AVETE GIA' DEL MATERIALE PRONTO PER IL PROSSIMO ALBUM? SE SI,
CAMBIERETE QUALCOSA NEL VOSTRO SOUND?

“La registrazione non è così lontana, di conseguenza il materiale è già quasi definitivo. Come nella natura delle cose che evolvono e sperimentano nuovi contesti vitali, il sound risentirà delle esperienze vissute e dei mutamenti subiti dalle concezioni dai diversi componenti della band: trattandosi di un concept (al di là di facili paradossi verbali per cui “i Concept fanno i concept”), il secondo album avrà in sé richiami di brani tra di loro, richiami di alcune sonorità del primo album (connesso tematicamente al secondo), mutamenti improvvisi di armonie e ritmi che spostano l’accento sul progressive. Senza dubbio, la fusione tra sonorità power e sonorità progressive rimarrà simile a quella di “Reason and Truth”, eppure altrettanto vero è che, più il tempo passa, più il nostro song-writing evolve sperimentato diverse sonorità: il secondo album risulterà indubbiamente più pesante e d’impatto, senza mai tuttavia sottovalutare il ruolo della melodia e dell’alternanza delle tonalità. Va considerato, per giunta, che David ha dovuto lasciare la band per motivi personali (tra noi, tengo a sottolinearlo, è rimasta una solida amicizia), sicché ora abbiamo un nuovo batterista, Luca Urbinati: chiaramente un componente nuovo ha riflesso anche sul sound complessivo della band.”
CHE STATI D'ANIMO VI SUSCITA IL SAPERE CHE IL VOSTRO DISCO SARA' NEGLI SCAFFALI DI TUTTI I NEGOZI ACCANTO A STRATOVARIUS, SYMPHONY X E DREAM THEATER?
“È il coronamento di un sogno che fino a poco tempo fa ritenevamo mera illusione. Speriamo di onorare questo privilegio con tanto lavoro e una passione musicale che abbiamo tentato e tenteremo di esprimere in ogni singolo secondo dei nostri lavori.”
QUAL'E' L'ARMA VINCENTE DEI CONCEPT?
“Un modo particolare di concepire gli arrangiamenti dei brani, anche i più power. Nei nostri studi musicali il jazz ha rappresentato una colonna portante: di esso abbiamo fatta nostra l’idea che la triade tradizionale vada accompagnata costantemente da una settima, che offre una maggiore sensazione di apertura e di tensione. In ogni caso, tentiamo di arrangiare i brani in modo che i cambi di tonalità siano soprattutto cambi modali: passaggi dal minore naturale al dorico o dal maggiore ionico al misolidio, di modo che la stessa melodia, dia sensazioni diverse in virtù di armonie leggermente mutate. In ogni caso, ogni ascoltatore del nostro album, quale interprete della nostra musica, è libero di scegliere di volta in volta una diversa arma vincente.”
IN CHIUSURA: SOGNO NEL CASSETTO?
“Contribuire alla crescita definitiva di un metal italiano che assiste alla continua ascesa di gruppi di grande maturità sia tecnica che compositiva.”
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